Nello smorto derby delle loffie di Coppa del Nonno vince la voglia di non farsi troppo male e rinviare ogni conclusione al 23 aprile. Non so se sia saggio o meno, ma in una partita in cui il migliore dei nostri due attaccanti è sCorrea penso fosse difficile sperare di meglio.

Inzaghi fa un turnover in parte obbligato dalle squalifiche (Barella a Parma, Bastoni con l’Udinese e Asllani per la partita stessa) e in parte ragionato: Frattesi premiato per la buona prestazione di domenica si cura di non smentire quanto non sia capace di giocare a calcio se non ci mette il 110% delle sue forze ed energie;  a Bisteck viene concessa una seconda chance e conferma l’adagio per cui chi parla troppo con la stampa poi imbocca un periodo di merda in campo; De Vrij al centro per far riposare Acerbi.

Il primo tempo vede un paio di lampi rossoneri, ma le occasioni più clamorose ce l’abbiamo sulla testa (più che sui piedi) noi: De Vrij riesce a farsi parare da Abraham (!) e Frattesi a centrare gli unici 40 centimetri quadrati dove c’è la mano di Maignan su 18 metri quadrati di porta. A questo vanno aggiunti sicuramente i tiri da fuori di Calha e Correa (!) che avrebbero meritato miglior sorte, ma non sono gol mancati. E questo nonostante in campo Tikus faccia cagare e Barella sia teso come una corda di violino (sente troppo sta cazzo di partita), cosa che ci priva di due dei nostri migliori interpreti. La fascia Frattesi/Bisteck/Darmian è un buco nero che i rossoneri potrebbero sfruttare molto di più se non facessero cagare molle.

Usciamo dagli spogliatoi molli come delle loffie (appunto) e concediamo al Milan l’ennesimo gol un po’ di culo, un po’ di bravura, un po’ di sbadataggine nostra. Lo svantaggio ci sveglia un attimo (e forse anche l’ingresso di Mkhitarian al posto del biondo confuso e infelice, cosa che sposta Barella sulla destra al posto che sulla sinistra): segniamo da fuori area (incredibile, finalmente!) con Calha e potremmo agevolmente raddoppiare con Zalewski e Mkhitarian senza contare il cross alla cazzo di Tikus sgusciato solo in area milanista. Ma come spesso accade quest’anno, dobbiamo produrre 10 occasioni per segnarne una, e poi sperare di non prendere gol sull’unica mezza azione avversaria.

Tutto rimandato al derby di ritorno sperando che la versione kryptonite del Milan sia andata in pensione e di non aver fatto male i nostri calcoli. Anche se chi visse sperando, si sa, morì cagando, e non loffie, ma pigne.