Il punto sul mercato

di Jon BonJovi

Difficile fare previsioni sugli sviluppi del mercato, la cui chiusura anticipata appare comunque sin troppo distante, alla luce del continuo, snervante ed estenuante rincorrersi di voci, indiscrezioni e finti scoop.

Concentrandosi, per quel che qui rileva, sulle operazioni concluse, si possono formulare le seguenti considerazioni.

De Vrij e Asamoah son due buoni innesti, anche in considerazione del costo limitato alle sole commissioni agli agenti. Nainggolan, se concentrato sul campo e sereno, può fornire un buon contributo in termini di reti, assist e incursioni. Lautaro Martinez, pur promettente, è un’incognita, sia per la ridotta esperienza sia per la necessità di adattarsi a ritmi di gioco diversi. Nota negativa, a mio parere, l’innesto di un giocatore mediocre come Politano, reduce da una stagione giocata su discreti livelli solo nel ruolo di punta centrale o seconda punta.

Restano, ad oggi, le ormai ataviche lacune da colmare, che indico in ordine di priorità:

  1. esterno offensivo destro;
  2. centrocampista di qualità;
  3. terzino destro.

Non ho idea, al pari dei media, dell’entità del budget a disposizione. Intuitivamente credo che la ricerca di giocatori con formule di acquisto fantasiose sia non solo funzionale (che brutto termine) all’inserimento nella lista per la Champions League ma anche al rispetto di vincoli che paiono sempre più intrisi di “auto-finanziamento” (altro termine orrido, quanto meno allo stato attuale).

Occorre cedere altri giocatori fuori dal progetto, per limiti tecnici o scarsa predisposizione al sacrificio, al fine di reperire qualche risorsa da investire sul mercato.

I nomi della rosa

Sorvolo sul livello dei portieri, in quanto ritengo che le reali priorità siano altre. In linea di massima possiamo considerarci “coperti”, pur con personali perplessità che evito di approfondire.

Il reparto difensivo è ottimamente assemblato per quanto riguarda i centrali, nonostante la presenza di Ranocchia, e piuttosto deficitario per i terzini.

Nello specifico, ritengo Asamoah un comprimario per lo più adatto a fare l’esterno di una difesa 5, D’Ambrosio un giocatore affidabile nella sua limitatezza tecnica e Dalbert un ex oggetto misterioso che tendo sempre più a derubricare come “truffa”.

Quanto mostrato dal brasiliano nell’amichevole contro il Sion è imbarazzante. Non credo, infatti, che l’incapacità di stoppare e giocare la palla sia un problema di “carichi di lavoro”.

Passando al centrocampo, emerge immediatamente l’assenza di qualità tecnica, eccezion fatta per il solo Brozovic (e per un arrancante Borja Valero, ormai inservibile). Vecino e Gagliardini sono due comprimari che necessitano di un reparto di alto livello per non sfigurare individualmente. La speranza è che il contributo di Nainggolan possa rivelarsi determinante.

Ad oggi reputo necessario almeno un altro innesto (Rafinha?).

In cauda venenum, dicevano i latini.

Ho difatti riservato i miei strali principalmente al reparto offensivo. L’arrivo di Lautaro Martinez e di Politano, una scommessa e un acclarato mediocre, non è affatto sufficiente al fine di valutare positivamente l’attacco, sia per i valori tecnici che esprime sia sul piano della completezza:

  1. due giovani incognite (Lautaro e Karamoh);
  2. un esterno dall’intelligenza tattica limitata (eufemismo) e reduce da una stagione con 0 reti (Candreva);
  3. un innesto di scarso valore e solo in astratto polivalente (Politano);
  4. due soli giocatori di sicuro rendimento (Icardi e Perisic).

Onorare la Champions League con un simile attacco appare veramente arduo.

Financial Fair Play e proprietà cinese

Postilla (semi)finale polemicamente dedicata alla brillante “invenzione” riassunta dall’acronimo FFP.

Non mi interessa approfondire le questioni e le dinamiche legate ai vincoli derivanti da uno stringente FFP (molto lontano dall’esser tale coi club con maggior peso economico), mi basta sottolineare che sembra esser passato in secondo piano l’impatto puramente sportivo di un giocatore rispetto a quello economico-finanziario.

Vorrei tornare ad emozionarmi per i dribbling, i gol, i gesti tecnici inattesi, tralasciando il contorno che fa la felicità di ragionieri, commercialisti e loro epigoni vari (prestiti, ammortamenti, plusvalenze, ricavi commerciali, sponsor, ecc.).

L’intento della proprietà cinese, in un progetto a medio-lungo termine, è da individuare nel rendere l’Inter un club prospero, auto-sufficiente e competitivo.

Mi duole tuttavia constatare che ad oggi non siamo né prosperi, né auto-sufficienti, né competitivi. Magari lo diventeremo, mentre vanno sempre più sbiadendo le immagini delle vittorie e ci si rassegna con realistica mestizia ad una ricerca di un altro 4° posto, possibilmente meno affannosa e palpitante.

Flat TAS (Aggiunta last minute!)

La sentenza del TAS sul “caso Milan” evidenzia che qualcosa non quadra in seno al “sistema FFP”. Mi sorge peraltro il dubbio che sulla sponda nerazzurra sia stata tracciata, in relazione a queste problematiche, una rotta non esattamente corretta…

By |2018-07-21T09:20:06+00:0021 Lug 2018|Calciomercato|0 Comments