Il commento al mercato estivo 2018/19: bene in difesa e in attacco, corti a centrocampo

Dopo il gong finale che ha sancito la fine del calciomercato estivo provo a fare una panoramica commentando ogni reparto dopo l’opera di ricostruzione made in Suning/Ausilio avvenuta post qualificazione alla Champions League dopo 7 anni.

DIFESA

Acquisiti De Vrij e Asamoah a parametro zero: si possono solo fare complimenti per questi due colpi col minimo dispendio (di cartellino). Il difensore olandese, ex Lazio, arricchisce il reparto dei centrali di difesa, poverissimo lo scorso anno alle spalle dei titolari Skriniar e Miranda. Non so se riuscirà a scavalcare le gerarchie sin dall’inizio, non so se l’intesa con Skriniar sarà immediata, ma Stefan è giocatore vero e fornisce una grandissima alternativa in una stagione in cui saremo impegnati su più fronti.

Discorso diverso per Asamoah: il ghanese, dopo tanti anni vincenti in quel di Torino, è stato inizialmente preso per coprire la falla di terzino sinistro ma con tutta probabilità si alternerà anche nei ruoli di mediano e centrocampista di sinistra viste le necessità attuali. La grandissima esperienza, mista alla duttilità, fanno di Asamoah un elemento molto importante da dosare bene vista, purtroppo, la storia dei suoi infortuni, quasi sempre presenti durante le sue stagioni. Il migliore di questo precampionato è stato proprio lui.

Sulle fasce acquisiamo anche Sime Vrsaljko dall’Atletico, acquisto che va a coprire numericamente il non riscatto di Cancelo, aumentando la batteria di terzini assieme ai nomi di Asamoah, D’Ambrosio, Dalbert.

Ci siamo messi a posto senza grossi colpi ma viste anche le amichevoli e, come detto prima, l’impiego di Asamoah su altri lidi, D’Ambrosio e Dalbert probabilmente giocheranno parecchio.

CENTROCAMPO

E’ il reparto meno rinforzato della rosa, nonostante paradossalmente un grande acquisto come quello di Nainggolan dalla Roma, che va a colmare la lacuna di centrocampista di inserimento/trequartista anomalo da sempre adorato dal mister.

Come l’anno scorso con i centrali difensivi, stavolta, almeno fino a gennaio, corriamo il rischio di esser troppo corti nei mediani se contiamo i soli Brozovic, Vecino, Gagliardini e Borja Valero. Certo, si possono aggiungere i nomi di Asamoah (vedi paragrafo precedente) e Nainggolan (alla bisogna… ma molto alla bisogna) ma è la parte sicuramente rimasta zoppa dopo questo calciomercato.

Si sperava in un grande nome per completare un reparto che con Brozovic e Radja ci può dare tante soddisfazioni ma alla fine non è arrivato: Brozovic e Vecino probabilmente i titolari nei due davanti alla difesa, Asamoah e Gagliardini le prime riserve. Sulla carta reparto forse non all’altezza di difesa e centrocampo.

Altro discorso sulla qualità: telenovela Modric a parte, l’addio di Rafinha ha eliminato dal reparto l’ultimo elemento qualitativamente superiore alla media e non si è fatto nulla in questa sessione per sostituire queste caratteristiche. Si è puntato su altro (vedi caratteristiche di Nainggolan) e probabilmente anche su un Lautaro Martinez che dà qualche garanzia in più dietro la punta rispetto al previsto; da qui forse un’idea di centrocampo diversa nella testa del mister.

E Joao Mario? Ci sarà tempo fino al 31 eventualmente per cederlo.

Staremo a vedere. Certo che la mia speranza era quella di riuscire a fare di più.

ATTACCO

Finalmente, dopo qualche anno, si è cercato di rinforzare il reparto d’attacco: quante volte abbiamo discusso, durante le ultime stagioni, sui pochissimi ricambi a disposizione dei vari allenatori alle spalle del trittico Candreva-Icardi-Perisic. Quest’estate la dirigenza ha portato Politano, Lautaro Martinez e Keita a far compagnia ai tre citati sopra.

Potenzialmente possono essere tutti titolari: Politano, per esempio, per quantità e caratteristiche (piede sinistro che gioca a destra) è stato il più schierato quest’estate da Spalletti e quest’ultimo credo che faticherà a toglierlo dai titolari, almeno ad inizio stagione.

Lautaro Martinez ha già mostrato sprazzi di classe pura, tenacia, grinta, intesa con Icardi assieme a movimenti da affinare e qualche pallone perso di troppo. L’età è assolutamente dalla sua e non mi stupirebbe, in assenza di Nainggolan, vederlo titolare assieme ad Icardi puntando su uno schieramento leggermente diverso rispetto allo standard, come abbiamo visto durante l’amichevole contro l’Atletico Madrid.

Keita può essere croce e delizia: ha solo 23 anni, arriva da una stagione in chiaroscuro al Monaco, ma alla Lazio, soprattutto da punta, ha mostrato che i colpi li ha, come la velocità e l’imprevedibilità. Arricchisce un reparto che non aveva queste caratteristiche accompagnato però dalla sua grande incognita, quella caratteriale.

Insomma, materiale ce n’è e sembrano lontani i tempi in cui, per cercare di cambiare le partite o recuperare un risultato negativo, Spalletti faceva entrare Eder o addirittura Ranocchia come centravanti, non considerando minimamente Pinamonti, sempre relegato in panca.

IL GIOCO DELLE COPPIE

Nella stagione del ritorno in Champions League, Spalletti ha espressamente richiesto due calciatori almeno per ogni ruolo. Andiamo a vedere come si compone il gioco delle coppie nella nostra rosa sulla base di una formazione teoricamente titolare:

Handanovic (Padelli)

Vrsaljko (D’Ambrosio)

Skriniar (Ranocchia)

Miranda (De Vrij)

Asamoah (D’Ambrosio/Dalbert)

Brozovic (Borja/Asamoah)

Vecino (Gagliardini)

Politano (Candreva/Karamoh)

Nainggolan (Lautaro)

Perisic (Keita)

Icardi (Lautaro/Keita)

C’è molta più copertura rispetto alle ultime stagioni, più varietà in attacco ma confermo la lista corta a centrocampo. Probabilmente hanno scelto di investire più in avanti(certo, sempre con prestiti al netto di Lautaro Martinez) che in mediana, dove evidentemente l’occasione di coniugare esigenza tecnica a possibilità di spesa non è arrivata.

COMMENTO FINALE

Come ogni anno ribadisco che odio dare i voti al mercato perché personalmente sarebbe più corretto darli a fine stagione, non all’inizio. Qualsiasi analisi su acquisti e cessioni è sempre, completamente, sulla carta e in via teorica.

Premesse a parte, non si può negare che la squadra esca da questo mercato molto rinforzata.

Peccato per l’elemento a centrocampo ma il giudizio non può che essere positivo, soprattutto se pensiamo che è stato un mercato fatto quasi in equilibrio economico tra entrate e uscite.

Saremo in lotta con le altre per la qualificazione in Champions League, spero un po’ più “vicini” alla vetta rispetto agli ultimi anni, non in termini di lotta scudetto, quanto di gap di punti totalizzati rispetto a chi, dopo aver vinto per anni, si prende anche il lusso di comprare anche Cristiano Ronaldo.

Sotto la Juventus ci sarà una royal rumble con Roma (rosa rinforzata), Napoli (da verificare l’effetto avvicendamento Sarri-Ancelotti e un mercato così così), noi e probabilmente Milan (con Higuain) e la solita Lazio, sempre indecifrabile a inizio stagione ma spesso protagonista di ottime stagioni.

Con questa rosa mi aspetterei un’altra qualificazione in Champions League (obbligatoria per tanti aspetti) e una figura dignitosa nella stessa competizione, seppur tanto dipenderà dal sorteggio del 30 agosto, sorteggio che ci vedrà in quarta fascia.

Ambire alla vittoria della Coppa Italia e non ridursi a sparring partner in Champions (magari anche con un terzo posto nel girone e un percorso in Europa League almeno fino alle semifinali) può essere alla portata di questa squadra.

I conti, come sempre, li faremo a fine anno.

Forza Inter.

 

By |2018-08-17T17:42:10+00:0017 Ago 2018|Calciomercato|0 Comments